Il film con protagonista Joaquin Phoenix conquista il Lido.

Spiazzante, angosciante, realistico. È questo ciò che viene in mente vedendo Joker di Todd Phillips; un cinecomic atipico con uno straordinario Joaquin Phoenix.

Misurarsi con la performance gigionesca di Jack Nicholson e quella disturbante di Heath Ledger non era certo facile per Phoenix. Ma la maschera di Joker si cuce perfettamente al volto dell’attore: Phoenix prende la disperazione già messa in scena da Ledger portandola all’estremo. Il suo è un Joker che riesce a tormentarci.

Todd Phillips va oltre i canoni del genere, concentrandosi sull’uomo dietro la maschera del Joker, Arthur Fleck.

Fleck è un individuo ai margini della società che porta avanti il sogno di diventare uno stand up comedian. Per quanto cerchi di ritagliarsi un ruolo all’interno del sistema, Fleck viene respinto: si esibisce, senza successo, nei bar di Gotham, perde il lavoro e successivamente scopre uno scioccante segreto sulla madre Penny.

A differenziare il film di Phillips dagli altri cinecomics dedicati a Batman, è l’ambientazione: la Gotham vista in Joker non è la città fumettistica di Tim Burton, ma è più vicina a quella verosimile dei film di Christopher Nolan. Ed è proprio questa possibilità di collegare quanto raccontato in Joker ad un luogo reale a rendere il film disturbante.

La figura di Thomas Wayne, ricco imprenditore che favorisce i ricchi ignorando il ceto basso, è sicuramente ispirata a Donald Trump e le scene in cui la folla invade le strade con indosso maschere da pagliaccio, rimanda alle notizie che assediano i nostri schermi con frequenza quotidiana.

La presenza di Robert De Niro nei panni di un famoso anchorman non è forse casuale. Arthur Fleck è una sorta di Travis Bickle dell’era moderna, un castigatore che punisce i privilegiati. Lo stesso ruolo di De Niro nel film è un omaggio al personaggio da lui interpretato in Re per una Notte, la pellicola di Martin Scorsese a cui Phillips ha dichiarato di essersi ispirato.

Se i cinecomics nascono prevalentemente per trasportare lo spettatore in un’altra realtà, Joker fa l’opposto ricordando una verità che cerchiamo troppo spesso di ignorare: i fiori del male sbocciano ogni giorno e in alcuni casi siamo noi stessi a crearli.

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