Mentre il lockdown va avanti, troviamo sollievo in alcune opere d’arte che ci permettono un’ideale evasione dalle nostre case.

Da qualche settimana a Londra risplende un sole quasi irreale: è il periodo in cui l’imposizione del lockdown si è fatta sentire maggiormente. In queste giornate tornavamo a scoprire gli spazi verdi, passeggiavamo a Regent’s Park e contemplavamo il fascino senza tempo delle piazze di Bloomsbury – dove si respira ancora l’atmosfera della Londra di Virginia Woolf.

Durante la primavera esploravamo la campagna inglese, godendo delle bellezze offerte della natura, dopo un inverno trascorso tra gli spazi chiusi della città. Tutto questo ci manca, perché la possibilità di lasciare Londra anche soltanto per un giorno rende il tornarvi magico.

C’è qualcosa di indescrivibilmente romantico nell’uscire dalla città partendo da Victoria Station, osservando la sagoma del Parlamento che si allontana, mentre le case si fanno sempre più piccole, per andare incontro a panorami che sembrano estratti da un quadro di Constable. E in mancanza dell’esperienza reale, è ricorrendo alla pittura che troviamo una forma di sollievo: osservare dipinti dai colori vivi riesce a colmare quello che manca nelle nostre giornate.

Uno dei disegni realizzati da Hockney in Normandia

Tra le opere indispensabili in questo senso, ci sono sicuramente quelle di David Hockney. In isolamento nella sua casa in Normandia, l’artista ha recentemente condiviso dei lavori che hanno come soggetto l’ambiente circostante, colto tra il finire dell’inverno e l’arrivo della primavera. Sullo stesso tema, Hockney aveva già realizzato alcune opere che compongono la serie di scenari dedicati allo Yorkshire; dipinti straordinari come “May Blossom on the Roman Road” e “The Arrival of Spring in Woldgate” trasferiscono sulla tela la potenza espressiva dello sbocciare dei primi fiori e foglie verdi.

“The Arrival of Spring in Woldgate” è il culmine di una serie di quadri in cui Hockney registra i cambiamenti del paesaggio secondo il progredire delle stagioni. I dipinti trasmettono una sensazione di immediatezza – data dallo stile en plein air con cui sono stati realizzati- e permettono di entrare direttamente in contatto con la scena raffigurata; la sensazione è quella di voler immergersi nella tela diventandone parte, un po’ come fanno i piccoli Banks nella celebre sequenza di “Mary Poppins”.

The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire (2011) – David Hockney

I colori accesi impiegati da Hockney ricordano le abbaglianti tonalità dei Fauves; lo sguardo si perde nella finestra aperta sul mare di Collioure ritratta da Matisse e resta nello stesso paesaggio osservando le colline dai toni blu, arancione e verde di Derain. Ritroviamo l’intensità del blu in un celebre dipinto di Georgia O’Keeffe del 1930: in “Black Mesa Landscape” le montagne del New Mexico si stagliano, maestose, contro l’orizzonte. Tornando nel vecchio continente, siamo conquistati dalle energetiche pennellate di Van Gogh e dagli scenari in cui la bellezza rurale della Provenza si manifesta con grande forza emotiva.

La Fenêtre ouverte (1905) – Henri Matisse
Les Montagnes à Collioure (1905) – André Derain
Black Mesa Landscape (1930) – Georgia O’ Keeffe
Wheat field with Cypresses (1899) – Vincent Van Gogh

Ma non è soltanto il contatto con la natura a mancarci; è Londra stessa con la vibrante Shaftesbury Avenue, le intricate vie di Soho, i cinema, i musei, i vecchi record shop di Berwick Street e i baskers agli angoli delle strade; tutto ciò che rende Londra inimitabile. Ricordiamo un dipinto di Monet in cui Leicester Square è ritratta in una palette di colori accesi e indefiniti che soltanto chi ha attraversato quelle vie nella notte riesce a distinguere: perché Londra è così come la immagina il pittore francese, eccitante e misteriosa.

Leicester Square, la nuit (1900-1901) – Claude Monet

Quando il silenzio imposto dal lockdown sembra l’unica realtà possibile, l’arte diventa un mezzo di evasione – in attesa di un ritorno a quella che sarà la nostra nuova normalità.

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